Test di riproduzione per le nuove linee di fondazione del Maine Coon? Picture

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[Tradotto da Andrea Amaroli, Allevamento Hollycoon.]


Autrice: Judith Schulz, allevamento PrairieBaby, Canada.

(N.B: questo articolo può essere anche applicato ad altre razze!)

Quando un allevatore introduce nel suo allevamento linee di fondazione per la prima volta, si può porre le seguenti domande: Quali sono i test di selezione più efficaci? Cosa pensare dei test di incrocio tra consanguinei? Quando sono necessari e quando inutili?

Anche se molti allevatori pensano che un accoppiamento incestuoso permetterà di rivelare i geni recessivi, in realtà questo metodo gli fornirà soltanto informazioni vaghe e parziali. In generale, i gatti di fondazione hanno un genotipo che ci è sconosciuto. Ciò vuole dire che ignoriamo se sono portatori o no. Portatori di che cosa? Sappiamo o non sappiamo realmente ciò che ricerchiamo in un gatto di fondazione? In altre parole, è impossibile determinare quanti gattini sarebbero necessari per permetterci di trarre conclusioni a proposito di qualsiasi gene. è in questi casi che i test di incrocio tra consanguinei svolgono il loro ruolo. Poiché non possiamo conoscere la probabilità che dei geni recessivi siano presenti in un gatto di fondazione, noi dovremmo allevare moltissimi cuccioli per avere delle informazioni sulla nuova linea. Moltissimi cuccioli può voler dire anche 100 gattini, o forse più.

Inoltre cosa dire dal punto di vista etico sui test di incrocio tra consanguinei per lunghi periodi? Se accoppiamo un fratello e una sorella per molte generazioni, otteniamo gattini i cui linfociti T e B sono più o meno uguali; (il Linfocita T distrugge direttamente le cellule dell'organismo che sono infettate; interviene quando è in corso una risposta immunitaria sia cellulo-mediata, sia anticorpale; ha anche il compito di distruggere gli anticorpi in eccesso. Linfocita B è atto a svolgere il compito della produzione di anticorpi, quelle armi molecolari che hanno la funzione di aderire a specifici bersagli e di contraddistinguerli affinché siano distrutti. Intervengono quando è in corso la risposta immunitaria, sia cellulo-mediata, sia anticorpale).

Siccome i linfociti T e B sono responsabili di riconoscere e combattere le malattie, il sistema immunitario dell'animale sarà, di conseguenza, indebolito. Per molto tempo, allevatori della nostra razza hanno fatto molti test di incrocio tra consanguinei per mettere in evidenza un colore o una tipologia (è necessario notare che il miglior modo di rivelare i caratteri recessivi di un Maine Coon di fondazione sarebbe di incrociarlo con un Siamese piuttosto che con un suo fratello - ma questa è un'altra storia). Il risultato dei test di incrocio tra consanguinei erano però spesso gatti con raffreddori cronici e con intestini fragili, che dovevano vivere in un ambiente quasi sterile per restare in buona salute. Questo tipo di sperimentazione, se condotta per alcune generazioni, porterà a gattini che hanno una elevata possibilità di morire giovani di cancro oppure di ereditare cattive gengive e cattivi denti, sviluppare qualsiasi tipo di allergia e/o diventare portatori cronici di URI (Infezione Respiratoria delle Vie Superiori). Tutto ciò a causa di un sistema immunitario debole. Lo sapevate che la schizofrenia e un comportamento irritabile sono, tra gli altri, sintomi secondari di un deficit immunitario dovuto alla consanguineità? Si dimentica spesso che i proprietari dei gattini che nascono dai nostri test dovranno prendersi carico di tutte le cure mediche se il sistema immunitario dei loro gattini è malato. Nei nostri progetti - e generalmente con le migliori intenzioni, ve lo concedo - abbiamo la tendenza a dimenticare che non si tratta soltanto di pedigree e di genetica. Essendo l'ambiente migliore per i nostri gattini il vivere nell'ambito di una famiglia come animali da compagnia, è giusto tutto questo per l'animale e per il proprietario?

Vorrei anche dire che gli embrioni con gravi tare sono spesso riassorbiti e non nascono mai. La sola prova di ciò potrebbe essere rappresentata da cucciolate poco numerose. Il riassorbimento e la nascita di gattini morti sono molto comuni nelle cucciolate tra consanguinei. Erano i gattini riassorbiti quelli con il pectus (petto scavato)? Forse i due gattini nati morti avrebbero sviluppato una coda attorcigliata a cinque mesi? NON possiamo saperlo! Abbiamo noi introdotto una nuova linea di fondazione per portare sangue nuovo nella razza solo per poi finire nella stessa situazione che stavamo cercando di evitare? Dobbiamo anche dire che alcune popolazioni derivate da gatti di fondazione hanno già un coefficiente di consanguineità che non permette di continuare incroci tra consanguinei.

Se un allevatore vuole sapere se un gatto di fondazione è portatore di un gene recessivo semplice, può incrociare questo gatto con un gatto che sa esserne portatore. In ogni modo, si devono ottenere circa 16 gattini per avere la certezza del 99% che il gatto di fondazione non sia portatore della tara in questione. Questi gattini NON devono essere incrociati tra loro. Infatti, ci ritroveremmo con gli stessi problemi che nel resto della popolazione interessata dalla consanguineità. Dopo che il test prova dei 16 gattini è terminato, possiamo mescolare le nostre nuove stirpi con le stirpi tradizionali di gatti da esposizione, e iniettare così del sangue nuovo nel "pool" genetico globale. Poiché tutte le razze pure, sono già + o - consanguinee (linee di razza), molte sono portatrici della stessa tara genetica. Ciò vuole dire che la discendenza di una linea testata sarà nuovamente incrociata a dei gatti che appartengono a una popolazione con il pool genico malato e così il problema riapparirà probabilmente due generazioni più tardi. Cosa ci abbiamo guadagnato? Dovremmo forse proseguire alla generazione successiva e nuovamente produrre 16 gattini con un portatore conosciuto? E alla generazione dopo?

Perché non invece "il metodo dei 7 gattini"? Alcuni allevatori pensano che i test di incrocio tra consanguinei avrebbero più senso se il portatore della tara indesiderata fosse omozigote. Questo gatto dovrebbe allora produrre soltanto 7 gattini per avere la certezza del 99% che il suo partner sia "sano". Ecco un'altra questione: se questo gatto è portatore omozigote, ciò vuole logicamente dire che la tara si esprimerà, e che il gatto sarà malato. Se questa tara genetica è grave, vogliamo davvero produrre molte cucciolate con questo gatto solo per testare se il nostro gatto di fondazione è portatore dello stesso gene? Tuttavia, se la tara genetica è secondaria e vogliamo semplicemente ottenere informazioni su difetti estetici come colore lockets o un difetto alla coda, allora il "metodo dei 7 gattini" potrebbe essere utile se non ci fossero i poligeni!

Un altro problema è quello posto dalle nuove mutazioni. Una test di incrocio tra consanguinei può produrre molte mutazioni geniche che non sarebbero apparse nel caso di un incrocio normale, anche usando la stessa coppia di riproduttori. In altri termini, il gattino nš 15 o 16 può esprimere il gene difettoso che cerchiamo, non perché i genitori ne sono portatori ma a causa di una mutazione improvvisa del gene.

Anche se le nuove linee di fondazione sono accuratamente selezionate e testate da un allevatore responsabile, non possiamo garantire che queste linee siano esenti da difetti genetici.In realtà, nessun essere vivente è indenne da tare genetiche. Gli allevatori che vogliono ottenere "una popolazione d'allevamento indenne" devono prendere coscienza che non può esistere popolazione indenne. Tutti i gatti e tutte le linee portano geni recessivi indesiderati. Non ci sono stirpi pure e non ci sono gatti perfetti. Se facessimo dei test di incrocio tra consanguinei sulle nostre stirpi da esposizione per effettuare una selezione, quanti gatti resterebbero nei nostri programmi d'allevamento? Se conosciamo la risposta, allora perché ci viene in mente di testare con lo stesso metodo i nostri gatti di fondazione? Mi sembra che questo metodo sia un passo indietro. Sembra che siamo desiderosi di allevare per ottenere delle caratteristiche "indesiderabili" anziché tendere direttamente verso le caratteristiche "desiderabili".

Ecco un'altra riflessione per quelli che pensano di conoscere tutto sulle loro linee da esposizione e sono preoccupati soltanto per le tare terribili che un gatto di fondazione potrebbe trasmettere: un test di incrocio tra consanguinei tra un gatto di fondazione e un gatto con un pedigree classico non dimostra tanto la "purezza" della nuova stirpe quanto quella della stirpe vecchia. Perché? Perché i geni recessivi dovrebbero essere trasmessi dai due genitori affinché possano manifestarsi nella loro prole. Ossia, se un problema compare, la nuova stirpe non avrà portato nulla di indesiderabile nel nostro programma d'allevamento che già non abbiamo.

Spesso gli allevatori introducono un gatto esogamico (esogamia = l'unione di individui appartenenti all'esterno della cerchia matrimoniale) nel loro allevamento che conta da 5 a 15 (o più) gatti di razza i cui pedigree sono molto "ravvicinati". Questo nuovo gatto avrà lo scopo di riequilibrare le tare genetiche che si saranno manifestate nel corso degli anni. Non è così che funziona. Questo richiede il tempo di riprodurre allontanandoci dallo schema generale.Ci sbagliamo se pensiamo che possiamo accelerare il processo facendo matrimoni tra consanguinei. Se li facciamo, possiamo essere quasi sicuri che saranno fonte di problemi in quanto i nostri gatti di fondazione portano geni difettosi come qualsiasi altro gatto. Non è necessario testare in questo modo! Cosa dobbiamo fare se "scopriamo" qualcosa? Castrare e sterilizzare tutti e ricominciare da zero? E se un nuovo problema apparirà con la prossima nuova linea (e questo accadrà certamente, e proprio a causa dei test) dovremo mettere fine anche a questa linea? Oppure conservare la linea dissimulando le complicazioni agli altri, per offrire loro ciò che si attendono, ossia dei gatti di fondazione "indenni"? Perché la consanguineità per scoprire quello che tutti nonostante tutto si aspetterebbero?

Riassumendo: i geni portatori di tare recessive possono essere eliminati sino ad un certo punto, indipendentemente dal numero di prove praticate. Questo è vero per TUTTI i gatti Maine Coon. Speriamo di potere portare linee non imparentate alle nostre linee tradizionali. Questi gatti possono introdurre nuovi problemi nelle nostre vecchie linee così come queste ultime possono farlo con le nostre linee di fondazione. Tuttavia, i problemi collegati a tare genetiche possono essere ridotti e corretti se si lavora su molte generazioni, evitando la consanguineità. Un gene recessivo diventa problematico soltanto se i due genitori ne sono portatori. Le possibilità che due gatti portino gli stessi geni sono molto più deboli se i gatti non sono imparentati. Se un problema comparirà, ce ne preoccuperemo e lo risolveremo al momento. La combinazione di Test per le patologie genetiche, di selezione e l'introduzione di gatti esogamici, non è la risposta a tutti i problemi di salute. Tuttavia, l'introduzione di nuove stirpi di gatti esogamici è certamente il mezzo più efficace per ridurre i problemi collegati al deficit immunitario. L'introduzione di nuove stirpi di gatti esogamici associata a test e a una selezione è anche (con i suoi limiti) un mezzo efficace per combattere le malattie genetiche. Se avessimo evitato fin dall'inizio di lavorare con un pool genetico limitato, oggi non pagheremmo per costosi test per individuare la cardiomiopatia ipertrofica (HCM) e la displasia dell'anca (HD), semplicemente perché questi problemi non esisterebbero in modo così "opprimente". Molti tra noi cercano di raggiungere un'ideale di salute impossibile. Anche con le migliori intenzioni, l'allevamento resterà sempre una lotteria che richiede molto lavoro. Continuiamo a sperare e pregare per il meglio. La speranza è l'ultima a morire..........