Allevare per evitare malattie genetiche Picture

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[Tradotto da Sonia Campa, Morgan's Place cattery]

A cura di Ulrika Olsson

Il rischio di malattie genetiche è sempre più in discussione tra gli allevatori e nei diversi cat club ed associazioni. Ovviamente, noi tutti vogliamo dei gatti sani! Ma ancora si manifestano malattie genetiche terribili ed in diverse razze. Perchè accade? Cosa possiamo fare? Per poter capire cosa succede nella propria razza quando si verifica un errore genetico e per controllarlo, bisogna avere un pò conoscenze circa le basi delle popolazioni genetiche.

Una parola importante: LA FREQUENZA GENICA

Utilizzando il gene per il colore diluito come esempio, assumiamo di avere la popolazione di una certa razza composta da 100 gatti. Dal momento che ogni gatto ha un doppio insieme di cromosomi, la popolazione avrà 200 loci per il gene della diluizione - cioè 200 posti in cui il gene D o d può trovarsi -. Assumiamo ora che in 40 di questi loci si esprima il gene d, mentre nei rimanenti 160 si esprima il gene D. Allora la frequenza genica per d nella popolazione è di: 40/200 = 0,20 = 20%. Allo stesso modo, avremo che la frequenza del gene D è: 160/200 = 0,80 = 80%.

Ora, se viene rispettato un certo criterio di equilibrio (l'equilibrio di Hardy-Weinberg) - cosa che non avviene mai nella realtà ma non preoccupiamocene per il momento - allora la probabilità che due geni d siano prensenti in un individuo, in particolare in un cucciolo blu, sarà 20% x 20% = 0,20 x 0,20 = 0,04 = 4%.

La probabilità per un cucciolo di questa popolazione di portare (come eterozigote) la diluizione è 20% x 80% + 80% x 20% (ossia la probabilità che compaia d in uno dei due cromosomi x la probabilità del gene D di comparire nell'altro + il viceversa) = 2 x (0,20 x 0,80) = 0,32 = 32%.

La probabilità per un cucciolo di questa popolazione di essere un omozigote black (non-diluito) DD è 80% x 80% = 0,80 x 0,80 = 0,64 = 64%.

Guardiamo ora la cosa in un'ottica inversa. Assumiamo di sapere che il 16% della popolazione porta il gene PRA. Se si potesse assumere il criterio di equilibrio sopra citato (e che la popolazione non sia divisa in differenti linee), allora potremmo stimare la frequenza genica del gene recessiva PRA. Chiamiamo quella frequenza f. Sappiamo che deve essere f x f = 0,16. Quindi non ci resta che risolvere l'equazione, cioè f = radice quadrata di 0,16. f = 0,40 = 40%.

Ora possiamo stimare anche la proporzione di portatori eterozigoti del gene PRA: (0,40 x 0,60) + (0,60 x 0,40) = 2 x (0,40 x 0,60) = 48%. Facile, vero? E ora andiamo avanti con pool di geni e inbreeding, un argomento molto importante!

Popolazione effettiva

Il fatto che la popolazione di certe razze sia più estesa di altre ed il fatto che il pool genetico può essere troppo limitato in una razza scarsamente popolata, è probabilmente ovvio a molti allevatori. Nonostante questo, molti allevatori credono che le razze più ampie - come Periani e Birmani - abbiano un pool genetico sufficientemente ampio. Nessun rischio di inbreeding, a meno che non si scelga deliberatamente di farlo! Ma questo non è sempre vero.

A volte abbiamo discusso il fatto che allevare basandosi su pochi individui è pericoloso per le razze, anche per quelle ampie. La forma più estrema di overbreeding a partire da un certo individuo è dato da un singolo maschio che viene incrociato con tutte le femmine di una popolazione in una generazione. Con questo tipo di incroci, ovviamente, il pool genetico non sarà ampio, anche se la popolazione contenesse milioni di femmine non imparentate tra loro. Allo scopo di chiarire l'idea circa quanto vario sarebbe il pool in questo caso, potremmo calcolare la popolazione effettiva. Se la popolazione contiene 100 individui, con un egual numero di maschi e femmine ognuno dei quali viene incrociato casualmente con ciascuno degli altri con lo stesso numero di discendenti risultanti da ogni genitore, la popolazione effettiva sarebbe ancora 100. D'altra parte, con un overbreeding estremo come quello descritto prima, possiamo calcolare la popolazione effettiva con la seguente formula:


       1        1        1

      ---- = ------ + -------

       Ne    4 x Nm    4 x Nf

 

dove Ne = popolazione effettiva, Nm = numero di maschi, Nf = numero di femmine.

Nel nostro caso:


       1       1         1

      ---- = ----- + --------

       Ne    4 x 1   4 x 1000



       1      1     1

      ---- = --- + ----

       Ne     4    4000



       1     1001

      ---- = ----

       Ne    4000



       Ne    4000

      ---- = ----

       1     1001



      Ne = 3,996

Cosė questa ampia popolazione - 1001 animali usati - eguaglia una popolazione di soli 2 maschi e 2 femmine!

In generale, la popolazione effettiva non sarà più ampia del quadruplo del numero di individui del sesso meno rappresentato (a meno che non abbiate organizzato un programma di allevamento specificatamente per evitare la perdita di variazioni genetiche ma questo è raramente il caso di allevamento di gatti). Questo significa che se vengono utilizzati 5 maschi, la popolazione effettiva non sarà più grande di 4 x 5 = 20, anche utilizzando un milione di femmine diverse in quel programma di allevamento.

In realtà è piuttosto raro che 5 maschi siano usati per lo stesso numero di cucciolate e i maschi rimanenti nella popolazione non vengano PER NIENTE usati nella riproduzione. Quindi diventa un pò difficile applicare questa formula. Ma niente paura! Ci sono altri metodi!

Una popolazione effettiva ridotta provoca l'incremento del livello di inbreeding ad ogni generazione. C'è una connessione tra inbreeding e popolazione effettiva. Usando questa connessione saremo in grado di calcolare la popolazione effettiva dei nostri gatti. Possiamo usare il nostro pedegree per calcolare i coefficienti di inbreeding, COI. Il modo più semplice per farlo è inserire il pedegree in un buon programma in grado di calcolare il COI. E' anche possibile calcolarlo a mano. Non è affatto difficile ma se le relazioni sono complicate e volete calcolare il COI per molte generazioni, fa perdere molto tempo e c'è il considerevole rischio di commettere degli errori qua e là. Comunque, se le relazioni sono semplici e il numero di generazioni da cui calcolare è ragionevole, potete calcolare il COI direttamente dal pedegree. E' davvero una buona cosa sapere come si fa! Ci sono numerosi articoli pubblicati in cui viene questo spiegato.

Se volessimo calcolare la popolazione effettiva di una particolare razza in un paese specifico, per esempio del Cornish Rex, necessiteremmo innanzitutto di un database dei pedegree dei Cornish Rex di quel paese. Da questo database, prendiamo in considerazione tutte le cucciolate nate nell'ultimo anno. Se sono tante, basta scegliere casualmente un campione con un certo numero di cucciolate. Quindi, calcoliamo il COI di queste cucciolate, per esempio per 5 generazioni. Facciamo la media di questi COI e prendiamone nota. Quindi, consideriamo tutti i genitori delle cucciolate selezionate e calcoliamo il COI per questi gatti, ma facciamolo per 4 generazioni. Facciamo la media dei COI ottenuti. Assumiamo di aver ottenuto il valore medio 5,5% per le cucciolate e 4,5% per i genitori. Quindi calcoliamo la differenza tra questi numeri, 5,5%-4,5%=1.0 unità percentuale. Noi siamo interessati alla percentuale con cui il grado di eterozigosi è diminuita in questa generazione per cui avremo 0,01/(1-0,045) = 0,01047, o 1,047%. E quindi abbiamo un'altra formula:


              1

      Ne = ------

           2 x dF

... dove Ne è la popolazione effettiva e dF è il decremento di eterozigosi nell'ultima generazione, come calcolato sopra.

Nel nostro esempio, con dF = 1,047% = 0,01047, abbiamo:


                1

      Ne = ----------- = 47,76

           2 x 0,01047

La popolazione effettiva di Cornish Rex nel nostro esempio sarebbe allora di 48 individui. Una popolazione effettiva di 50 soggetti è generalmente considerata essere il limite sotto il quale parlare di rischio di estinzione. Ovviamente le nostre razze feline non sono specie separate ma con i registri chiusi l'effetto sarà lo stesso.

Ora potrebbe accadere che i Cornish Rex della nostra popolazione vengano soggetti ad inbreeding più del necessario solo perchè gli allevatori sono separati in piccoli gruppi, allevando i gatti in linee differenti. Forse la nostra popolazione effettiva potrebbe essere più ampia se questa segregazione non esistesse? Come possiamo verificarlo?

Torniamo indietro al gruppo di genitori delle cucciolate del nostro esempio, dividiamolo in maschi e femmine e quindi testiamo gli incroci casualmente. I COI sono calcolati per quegli incroci random, calcoliamone il valore medio e quindi confrontiamolo di nuovo con la media dei COI dei parenti. Supponiamo che gli incroci casuali abbiano un valore medio di 5,0%. Allora dF= (0,05-0,045)/(1-0,045) = 0,005236 = 0,5236%. E...


                1

      Ne = ------------ = 95,49

           2 x 0,005236

Quindi, in questo caso la popolazione effettiva sarà ad un livello più ragionevole se riusciremo a cooperare meglio tra allevatori nel paese.

Cosa succede se la popolazione effettiva e' troppo piccola?

Una delle cose che possono accadere è che il coefficiente di inbreeding cresca ad ogni generazione. In realtà, questo accade per tutte le popolazioni di dimensioni finite, ma in questo caso la selezione naturale probabilmente abbatterebbe gli individui maggiormente frutto di inbreeding, in modo da attestare incrementi di inbreeding ragionevolmente bassi e mantenere lo status quo. E' inoltre noto che il numero di cellule germinali che vengono fecondate è maggiore rispetto al numero dei discendenti che nascono poi dalla cucciolata ed una teoria ritiene che questi feti prematuri debbano "lottare" per avere il loro posto nell'utero e che più sono numerosi i feti omozigoti, meno probabilità hanno di sopravvivere. Comunque, questa teoria deve essere ancora provata.

Cosa genera l'incremento del coefficiente di inbreeding generazione per generazione? All'inizio, non molto. I problemi sussistono fin prima del raggiungimento di un certo livello critico, dopo i quali è tipicamente più difficile intraprendere azioni correttive. E' molto meglio iniziare a lavorare contro questi problemi prima che sorgano i loro sintomi. Il problema pedagogico è quindi di coloro che iniziano ad allevare con troppi pochi individui e non riescono a visualizzare subito i problemi che questo provocherà. Pensano "Ho allevato in questo modo per molti anni e non ho mai avuto problemi". Ma come possiamo vedere, "prova e sbaglia" e non è un buon approccio qui! Quando appare l'errore è un pò tardi per aggiustare il tutto in modo semplice.

Ma allora, perchè l'inbreeding diventa cosė pericoloso? Una cosa - di cui è a conoscenza ogni allevatore preparato - è che esso implica l'aumento del rischio di duplicare geni recessivi pericolosi o letali. Diversamente, l'insieme di cromosomi protegge, in senso lato, da questi rischi in una popolazione in cui non ci sia troppo inbreeding. Alcune persone pensano che l'inbreeding ripulisca dai geni recessivi dannosi e renda più sane le razze per il futuro. Ma innanzitutto, l'inbreeding non ripulisce niente di per sè, deve essere combinato con una strettissima selezione per eliminare geni indesiderati. Secondo, si dovrebbe applicare l'inbreeding in senso molto stretto per ottenere tutti o quasi loci omozigoti, in modo da vedere di quali siano portatori i gatti ed escludere i geni indesiderati. Incrociate una femmina con un suo fratello diretto e otterrete che il 25% di tutti i loci sono omozigoti. Quindi incrociate due di questi discendenti tra di loro e il 37,5% dei loci saranno omozigoti. E quindi prendete due di questi nuovi discendenti e incrociateli tra di loro! Ora l'inbreeding è talmente stretto che molti allevatori tornerebbero indietro. Ma ancora "solo" il 50% dei loci sono omozigoti. Cosė, a prezzo di questo drastico inbreeding, non coglieremo l'esposizione di altri geni recessivi e potenzialmente pericolosi.

Ma assumiamo di proseguire su questa strada! Alleviamo una linea attorno al 100% di omozigosi, selezionando strettamente e costantemente contro geni pericolosi. Tutti gli individui avranno allora esattamente lo stesso genotipo, eccetto il fatto che i maschi dovranno avere un cromosoma Y dove le femmine hanno una X.

Ok, servono un pò di sforzi e di soldi per mantenere questa cosė detta linea isogena e molti gatti moriranno strada facendo. Ma se sappiamo infine di avere raggiunto questo punto, allora abbiamo una linea che è sana al 100% da un punto di vista genetico! Evviva!!!

E' possibile, è fattibile, se sarete abbastanza accorti da non far incrementare il livello di omozigosi più rapidamente di quanto ci metterete ad eliminare i geni cattivi. Questo è stato fatto sui topi usati per test scientifici. Funziona bene! Ma... hanno ottenuto solo di far sopravvivere circa una linea su venti. Le altre 19 linee sono morte durante il processo. Forse è meglio non usare questa strada?

Inoltre, il sistema immunitario non è molto efficiente negli individui omozigoti. Il sistema immunitario funziona molto meglio se i loci interessati sono eterozigoti, perchè questo fornisce all'individuo la possibilità di sviluppare DIVERSI tipi di anticorpi, non solo molti anticorpi dello STESSO tipo. Questo non è un problema prioritario in un laboratorio che lavora sui topi, visto che il loro ambiente è piuttosto protetto da malattie contagiose e indesiderate e visto che la morte di un topo non è esattamente una tragedia per un laboratorio. Al contrario un ben più amato animale domestico che muoia è molto più drammatico per la sua famiglia. Hmm... Forse non è poi una cosė buona idea?!

In cima a tutto questo, possono accadere delle mutazioni spontanee e potrebbero distruggere il vostro bel genotipo, con il tempo. Dovete contare su una o due mutazioni in ogni individuo.

Credo sia meglio cambiare la nostra strategia!

E se alla razza è già stato applicato l'inbreeding?

Se una razza o una popolazione ha raggiunto livelli di inbreeding per cui già si vedono chiari segnali di depressione, per esempio un alto grado di tumori o infezioni, cosa fare?

Se ci sono linee scorrelate in altre nazioni, la migliore soluzione sarebbe naturalmente quella di incrementare lo scambio di gatti tra queste nazioni. Se queste linee scorrelate non sono disponibili, dovremo fare outcross con un'altra razza o gatti non registrati che rientrano nello standard con una certa ragionevolezza. Se verranno mischiati abbastanza geni nuovi nella popolazione, il problema dell'inbreeding verrà risolto.

Una obiezione diffusa contro questo tipo di soluzione è che noi non sappiamo quali nuovi pericolosi geni potrebbero essere introdotti da questi outcross. E' vero, non lo sappiamo. Quel che sappiamo è che la maggior parte degli individui porta dei geni recessivi pericolosi. Molti allevatori pensano anche che è meglio avere una popolazione con maggior inbreeding e meno tipi diversi di malattie genetiche, in modo da poterle tenere più facilmente sotto controllo. Magari ci sono pure test disponibili per queste malattie. Ma, come vedremo più avanti, è meglio avere frequenze più basse di numerosi geni recessivi differenti che avere una più alta frequenza di un singolo gene recessivo.

Assumiamo di avere una popolazione A con una frequenza genica del 50% per un qualche difetto genetico. Lo confronteremo con quello di una popolazione B con una frequenza genica del 10% per 5 diversi difetti recessivi. Entrambe le popolazioni avranno la stessa frequenza di geni pericolosi, ma la popolazione A ha dei geni difettosi di un solo tipo (facile da tenere sotto controllo) mentre la popolazione B ha i suoi geni difettosi suddivisi in cinque diversi tipi.

Il rischio per un cucciolo nella popolazione A di mostrare il difetto genetico è allora 0,50 x 0,50 = 0,25 = 25%.

Il rischio per un cucciolo nella popolazione B di mostrare il difetto genetico 5 x (0,10 x 0,10) = 0,05 = 5%. Questo mostra che otterremo un minor numero di cuccioli malati nella popolazione che ha frequenze più basse per differenti tipi di difetti. Il modo più efficace per mantenere una razza sana non è cercare di eliminare i recessivi pericolosi, ma di far calare la frequenza ad un livello talmente basso che due recessivi dannosi dello stesso tipo non si accoppino mai.

Alcuni allevatori esiteranno ad eseguire outcross perchè temeno che il tipo venga perso per sempre. Alcuni allevatori sono dell'opinione che l'inbreeding (linebreeding) è il solo modo per ottenere tipi eccellenti ed uniformi. E' vero che l'inbreeding è il modo più veloce per ottenere dei risultati in quest'area. Il problema è che si rischia la salute a lungo tempo di questi gatti. E' possibile raggiungere gli stessi risultati senza inbreeding, sebbene occorra più tempo. Sfortunatamente l'inbreeding è una scorciatoia molto allettante per gli allevatori che sono interessati a portare i loro gatti in expo. Ma uno dovrebbe tenere a mente che molti di questi geni che vengono duplicati dall'inbreeding non hanno assolutamente niente a che vedere con il tipo. Per esempio, un essere umano ha approssimativamente 100000 geni e il 98,5% di questi sono identici a quelli di uno scimpanzè! Eppure, non siamo noi piuttosto diversi da uno scimpanzè? Quanto ampiamente potranno differire i geni di un Siamese e di un Persiano? O di un norvegese e di un maine coon? O tra un burmese di buon tipo ed un burmese di un tipo appena ragionevole? Non molto più di quanto noi non potremmo fissare in alcune generazioni di allevamento selettivo, sono piuttosto sicura di questo!

I problemi genetici si stanno manifestando nella razza!

Sė, questo è dovuto anche ad una popolazione effettiva troppo piccola! A meno che non sia dovuto ad un allevamento senza riguardo delle funzioni anatomiche dell'animale. Allevare per corpi estremamente lunghi potrebbe causare problemi nella schiena e l'allevamento per musi molto corti potrebbe dare dei problemi con i denti, allevare per teste estremamente triangolari, squadrate, rotonde ecc. Potrebbe causare problemi con la mascella, occhi, cervello, o altro. Un gatto deve poter essere innanzitutto un gatto. Un gatto non è fatto di cerchi, triangoli, quadrati o altre figure geometriche, dobbiamo ricordarlo. A volte, tendo a credere ad un genetista che lavora principalmente sui cani, che ha suggerito che forse dovremmo allevare tutti cani con mantelli da barboncino, cosė che potremmo scolpire le forme geometriche e gli angoli ottusi che più ci piacciono. Allora, gli animali potrebbero vedere salva la loro anatomia.

A parte questo triste fenomeno, sono le popolazione effettive troppo ridotte che causano queste alte frequenze di molte malattie genetiche che si manifestano nelle razze. Molti allevatori sembrano un pò confusi a tal proposito. Potrebbero pensare che se hanno, per esempio, il 10% dei gatti della loro razza affetti da PRA, il che significa una frequenza genica approssimativa del 32% per il gene recessivo PRA, e se non testiamo nè lavoriamo per ridurre questa frequenza, allora la frequenza aumenterà automaticamente col tempo. Questo, ovviamente, non è corretto. Se cosė fosse, anche la frequenza dei diluiti (blue, cream, ecc...) dovrebbe aumentare nel tempo a meno che non si selezioni contro il gene della diluizione. Se la popolazione effettiva è ampia a sufficienza, e non viene fatta selezione nè contro nè per il PRA, allora la frequenza genica resterà al 32%.

D'altra parte, se selezionassimo anche debolmente contro il PRA, per esempio permettendo a due gatti portatori di PRA (omozigoti) di avere non più di una cucciolata, allora la frequenza decrementerebbe. Lentamente con una selezione debole, più velocemente con una selezione stretta. Se noi potessimo ora rimuovere tutti i gatti portatori di PRA dal programma di allevamento prima che producano cuccioli, il risultato sarebbe questo:


      generazione     Frequenza del genotipo (%)

      numero          PP         Pp        pp



      1               46,8       43,2      10,0

      2               57,8       36,5      5,76

      3               65,0       31,2      3,74

      4               70,2       27,2      2,62

      5               74,1       24,0      1,94

      E cosė via.

Ma allora cosa succede se la popolazione effettiva è troppo piccola? Cosa accade alla frequenza genica? Avrà lo stesso effetto del lancio di una moneta per 10 volte. Le tue opportunità per avere testa sono del 50% ogni volta. E se lanciassi la moneta 1000 volte, avresti un numero di teste vicino al 50%. Ma qui la lanci solo 10 volte. Quindi, non è molto sorprendente se, casualmente, ottieni 70% teste e 30% croci o 30% teste e 70% croci o qualcosa di simile.

Nell'analogo scenario di una piccola popolazione di gatti, questo significa che una frequenza genica attorno al 30%, nella generazione successiva potrebbe aumentare al 35%, a causa di effetti casuali. Oppure, potrebbe diminuire al 25%, per lo stesso effetto casuale, cosa che, nel caso del PRA, sarebbe più auspicabile. Ma supponiamo di essere pessimisti e di assumere che la frequenza sia aumentata al 35%. Allora, il valore ATTESO della frequenza genica per la generazione successiva è ancora del 35%. Ma, casualmente potrebbe attestarsi al 29%, 34%, 38%, 42% o altro. Più piccola è la popolazione effettiva, più alto è il rischio di avere ampie deviazioni dal valore atteso. Quindi questa frequenza, ottenuta casualmente, sarà il valore atteso per la prossima generazione. Questo fenomeno è chiamato deviazione casuale. Se il suo impatto è più forte di quello della selezione - naturale o artificiale - allora i cambiamenti sulla frequenza genica potrebbero benissimo essere opposti a quelli desiderati. MALGRADO la selezione. E allora gli occhi potrebbero schiarirsi nei siamesi, o i ciuffetti potrebbero diventare più piccoli sulle orecchie dei nostri norvegesi o la PKD potrebbe diventare più comune nei nostri persiani. Non sarebbe affatto divertente!

Se noi ora andiamo a vedere perchè la PKD sia diventata un problema cosė comune nei persiani, difficilmente sarà dovuto a qualche misteriosa selezione in favore di reni cistici. Deve esserci un'altra causa.

Ovviamente, dev'essere iniziato con una mutazione in un gatto molti anni fa. Era un gene dominante, cosė il gatto sviluppò le cisti nei suoi reni. Assumiamo che si trattasse di un maschio che morė di PKD a 5 anni. O anche a 7-8 anni. Ad ogni modo, supponiamo ora che si faccia una certa selezione contro il gene. Allora, se la popolazione è ampia abbastanza, la frequenza diminuirà e prima o poi scenderà sotto lo 0%. E anche se non ci fosse selezione contro il gene, ci sarebbero grosse probabilità per il gene di scomparire in poche generazioni, dal momento che la frequenza potrebbe casualmente essere leggermente maggiore o leggermente minore. E assumendo che la frequenza era all'inizio molto bassa (un gene mutato in una popolazione ampia), è piuttosto probabile che la frequenza diminuisca casualmente allo 0% e quindi che il gene si perda.

Ma allora, la popolazione effettiva del persiano apparentemente non era ampia abbastanza. Si verificò deviazione casuale e, casualmente questo causò sfortunatamente un incremento della frequenza del gene della PKD. Al di là di un certo grado di selezione contro questo gene, il risultato fu che la frequenza si assestò a circa il 25-30% prima che molti allevatori prendessero coscienza del problema e venisse introdotta una forte selezione.

Cosa deve dirci tutto questo? Che se non abbiamo popolazioni effettive abbastanza ampie nelle nostre razze, allora frequenze alte di problemi genetici sgraditi continueranno a sorgere. Se saremo sfortunati potremmo avere problemi anche a ridurre questi problemi con la selezione.

Se, invece, ci assicuriamo di avere delle popolazioni effettive abbastanza larghe nelle nostre razze, le malattie genetiche non sorgeranno come un problema comune all'intera popolazione. E, come bonus, evitiamo depressione da inbreeding e sistemi immunitari deboli.

Allevare con popolazioni effettive troppo piccole e, nello stesso tempo, iniziare progetti di abbattimento di malattie genetiche in una razza, è come essere curati lungamente per il cancro e continuare a fumare.

Lavorare per pool genetici sufficientemente ampi è una specie di misura di medicina preventiva per le razze. Non sembra intelligente trattare solo i sintomi, senza preoccuparsi delle misure preventive che potrebbero prevenire le cause.

Dovremmo tenere in mente questo bisogno di popolazioni effettive ragionevolmente larghe anche quando creiamo o accettiamo una razza di spotted shorhaired dopo l'altra, e una razza a pelo semilungo dalla testa media dopo l'altra, ecc. A meno che il numero di allevatori che vogliono lavorare con razze spotted shorthaired sia aumentato con la stessa velocità con cui aumenta il numero di razze, il reclutamento di allevatori, per esempio di Bengal - giusto un esempio - costerà agli Ocicat, agli Spotted Oriental Shorthairs, agli Egyptian Maus ecc la possibilità di mantenere costante e ampio abbastanza il numero di animali per i loro programmi di allevamento. Possono gli allevatori affrontare questo problema? La nuova razza sarà in grado di farsi largo tra tutte le altre? O forse tutte loro diventeranno popolazioni troppo piccole, tanto che alla fine abbiamo distrutto tutte le razze spotted shorhair? Queste sono cose importanti a cui pensare per le organizzazioni feline. Queste cose sono reali, non solo "teorie" e abbiamo già iniziato a vedere i primi effetti, sebbene non ancora cosė gravemente come nelle razze canine. Ma temo che diventerà peggio, a meno che non si faccia qualcosa - prima è meglio è.

Dunque questo è qualcosa con cui dovremmo iniziare a lavorare nelle organizzazioni feline. Tra tutti, non devono essere dimenticati i progetti specifici contro specifiche malattie. Si tratta delle basi reali della salute dei nostri gatti.

©Ulrika Olsson, 2002



Database su Internet

Per essere sicuri che le popolazioni effettive e i pool genetici sono abbastanza larghi per le razze con cui stiamo lavorando, è necessario creare un database in cui tutti i gatti vengano raccolti, indipendentemente dall'associazione presso cui sono registrati. La popolazione dei genetisti avrà allora l'opportunità di studiare la situazione per ogni razza, e noi potremmo ottenere delle raccomandazioni basate su fatti piuttosto che ipotizzando quella che RITENIAMO sia la situazione. Otterremo anche di conoscere per tempo, prima che i SINTOMI dell'inbreeding si manifestino, se la razza sta perdendo la variabilità del suo pool genetico.

Allo scopo di informare e supportare gli allevatori in giro per il mondo, è anche importante che questi database siano disponibili su Internet, in modo che ognuno possa condividere le informazioni collezionate. Per come la vedo io, le registrazioni sono fatte in modo da beneficiare l'allevamento e quindi le informazioni devono essere disponibili anche agli allevatori. Oltre tutto, sono gli allevatori che prendono le decisioni. Cosė, le informazioni registrate devono essere rese disponibili a tutti gli allevatori in tutto il mondo perchè le possano studiare.

Inizialmente, non appena una nuova politica di apertura viene discussa, è frequente che alcune persone sono preoccupate che la diffusione delle informazioni semplificherà la falsificazione dei pedegree. Ma la domanda è se per caso questo non renderebbe più difficile la falsificazione dei pedegree, visto che vengono pubblicati on-line. E allora, il possessore del gatto coinvolto potrebbe ovviamente reagire immediatamente e potrebbero essere prese delle azioni per correggere l'errore.

Tutto questo potrebbe suonare un pò spaventoso a chi non ci ha mai pensato prima, ma io credo che la tendenza di mantenere segreti i pedegree siano solo una questione di tradizione. Per quel che vedo, ci sarebbero numerosi benefici se le informazioni registrate fossero rilasciate - uno deve giusto farse un'idea e convincersi che non accadrà nulla di pericoloso.

Io sono fermamente convinta che scelte d'allevamento "cattive", dal punto di vista della salute, per una buona parte sono dovute alla mancanza di informazione e conoscenza dei meccanismi. Questi database potrebbero, combinati con una maggiore preparazione organizzata dai cat club, contribuire moltissimo ad incrementare la conoscenza delle razze e dell'allevamento presso gli allevatori. Questo porterebbe quindi ad aumentare la salute genetica dei nostri gatti.